Bangladesh
Play for Protection: sport, sicurezza e futuro per i giovani Rohingya
Cox’s Bazar, nel sud-est del Bangladesh, ospita il più grande campo profughi al mondo.
Qui vivono oltre 1,14 milioni di rifugiati Rohingya, fuggiti dal Myanmar negli ultimi anni. Più della metà sono bambini e giovani.
La vita nei campi è segnata da sovraffollamento, precarietà, limitato accesso all’istruzione e forti rischi di protezione: violenza, sfruttamento, matrimoni precoci, esclusione sociale e gravi traumi psicologici. Per molte ragazze e per i giovani con disabilità, gli spazi sicuri sono quasi inesistenti.
ActionAid è presente a Cox’s Bazar da quasi dieci anni. In una crisi ormai poco visibile a livello internazionale, il nostro lavoro è oggi più necessario che mai.
Il progetto
In partnership con UEFA for Children Foundation e co-finanziato da UNHCR – Sport for Protection, nel 2026 inizia “Play for Protection: Child-Centered Sports for Safety and Belonging”: un’iniziativa di 12 mesi che utilizza lo sport come strumento di protezione, inclusione e benessere psicosociale.
Dopo un primo pilota di successo nel 2024, il progetto si espande in 7 campi profughi ad alta densità con un impatto su oltre 2.000 persone, incluse famiglie, genitori e leader comunitari e religiosi, raggiungendo direttamente 320 bambini e giovani fino ai 24 anni, con priorità per:
- minori e ragazzi tra i 10 e i 24 anni
- ragazze (almeno 35% dei partecipanti)
- giovani con disabilità (minimo 5%)
Il progetto contribuisce a rafforzare resilienza, protezione e coesione sociale in uno dei contesti umanitari più complessi al mondo. Attraverso lo sport, i giovani Rohingya non trovano solo uno spazio dove giocare. Trovano un luogo dove sentirsi al sicuro, riconosciuti e parte di una comunità. In un contesto segnato dall’incertezza, lo sport diventa uno strumento concreto di dignità, inclusione e speranza.
Un impatto che va oltre il campo
Nei campi profughi lo sport non è solo gioco, è anche:
- uno spazio sicuro dove sentirsi protetti
- uno spazio fisico e relazionale di appartenenza e socialità positiva
- uno strumento per sviluppare autostima, leadership e resilienza
- un punto di ingresso per identificare precocemente situazioni di rischio
- attraverso attività sportive inclusive e sensibili al genere, i giovani costruiscono competenze di vita, imparano a gestire emozioni e conflitti e rafforzano il senso di comunità.
- Gestione e manutenzione di 9 campi sportivi temporanei e aree multisport
- Creazione di spazi dedicati a donne e ragazze
- Attivazione di centri comunitari con attività indoor educative e ricreative
- Servizio di trasporto dedicato per persone con disabilità
- Fornitura di materiali sportivi completi e kit di primo soccorso
- Costituzione di 9 club sportivi femminili e giovanili
- Sessioni mensili di dialogo sullo sport come strumento di protezione
- Incontri con i genitori su diritti dell’infanzia e genitorialità positiva
- Family Day inclusivi e tornei comunitari Rohingya
- Coordinamento con club sportivi esistenti nei campi
- Attività di protezione integrate
- Distribuzione di kit igienici e di dignità
- Supporto durante il periodo monsonico e in situazioni di emergenza
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