Geisa e Joana, dall’orto all’autonomia
Quando il lavoro delle donne diventa visibile

A Malhada, nella campagna di Campo Alegre, Geisa e sua madre Joana coltivano frutta e ortaggi, si prendono cura degli animali e sostengono la loro famiglia con un orto agro-ecologico. Per anni, però, quel lavoro quotidiano è rimasto quasi invisibile, come accade a molte donne nelle aree rurali: si produce, si cura, si organizza la vita di tutti i giorni, ma raramente tutto questo viene riconosciuto.
Molto è cambiato grazie ad ActionAid e a SASOP (Service for Assistance to Rural Popular Organizations), un’organizzazione che lavora accanto alle famiglie rurali con assistenza tecnica, formazione e strumenti pratici per rafforzare l’agroecologia, la sicurezza alimentare e il ruolo delle donne. Per supportare le donne nel loro lavoro quotidiano sono stati creati gli Agroecological Notebooks, dei “quaderni” con un metodo semplice per registrare ciò che si coltiva, si consuma, si scambia e si dona. Un modo concreto per rendere visibile il lavoro delle donne e il suo valore per la famiglia e per la comunità.
Geisa ha iniziato a partecipare alle attività di ActionAid e SASOP quando aveva solo 5 anni. Oggi ne ha 15 e guarda alla sua comunità con occhi diversi. Ha preso parte a incontri su alimentazione sana, cura dell’ambiente, lavoro domestico, equità di genere ed altre disuguaglianze che, spesso, restano fuori da scuola e famiglia. “Quello che mi è piaciuto di più sono state le attività sul lavoro domestico”, racconta. “È un tema che dovrebbe essere affrontato di più nelle famiglie, perché c’è ancora molto pregiudizio, soprattutto da parte degli uomini.”
Per sua madre Joana (49 anni), il cambiamento è passato anche dalla terra. Grazie alla formazione, all’assistenza tecnica e all’uso degli Agro-ecological Notebooks, ha cominciato a osservare in modo diverso quello che produce ogni giorno. Ha imparato a dare un ordine alla produzione, a capire meglio cosa porta davvero a tavola e a vedere il proprio lavoro come una risorsa, non come qualcosa di secondario. “Prima la situazione era difficile. Molti non sapevano che bruciare la terra significa bruciarne anche la fertilità. Non si parlava di alimentazione sana e si usavano prodotti dannosi per combattere i parassiti.”
Oggi, invece, la relazione con la natura è cambiata. È diventata più attenta, più sostenibile, più giusta. E con lei è cambiata anche la vita di Joana. “Dopo questo percorso mi sento una persona diversa. La mia autostima è cresciuta. Non aspetto più il salario di mio marito per comprare ciò che serve a me e ai miei figli.”
La storia di Geisa e Joana mostra cosa può accadere quando le donne hanno accesso a conoscenze, strumenti e spazi di partecipazione: il loro lavoro diventa visibile, la terra viene coltivata con più cura e la famiglia conquista più sicurezza, più salute e più autonomia.
